Ci sono artropodi ambientali (insetti o acari) responsabili di dermatiti nell’uomo. Essi vivono tutta la loro vita o una parte di essa nel nostro ambiente domestico. Occasionalmente possono entrare in contatto con noi, causandoci dermatiti.

Insetti ambientali

Tra gli insetti ambientali, possono causarci dermatiti i coleotteri dermestidi (generi Anthrenus, Attagenus, Thylodrias). Questi coleotteri da adulti sono assolutamente innocui per l’uomo e si nutrono di varie essenze vegetali. Mentre a determinare le dermatiti sono gli stati giovanili di questi insetti. Le larve dei coleotteri dermestidi si trovano spesso all’interno delle nostre abitazioni. Ad esempio, si possono ritrovare all’interno dei cassetti e degli armadi.  A differenza degli adulti, le larve si nutrono di prodotti di origine animale (pellami, lana), ma anche granaglie, presenti nell’abitazione. Le responsabili delle irritazioni cutanee sono le setole che rivestono il corpo delle larve.

Ci sono altri insetti che possono vivere all’interno delle nostre abitazioni e possono causare dermatiti. Ad esempio, le formiche aculeate del genere Solenopsis. Questa specie è originaria del Sud America. Generalmente si insinua all’interno della nostra casa in cerca di cibo oppure semplicemente per fondare piccole colonie in anfratti e fessure. A questo punto se entra accidentalmente in stretto contatto con l’uomo può pungerlo con il suo aculeo causando dermatiti.

Acari Ambientali

Glycyphagus

Femmina di Glycyphagus domesticus al microscopio ottico.

Tra gli acari ambientali che causano dermatiti, devo citare gli acari della famiglia Glycyphagidae (gli acari delle muffe). Sono acari a diffusione cosmopolita. Hanno una forma ovalare e le loro dimensioni variano tra i 0,3 ed i 0,4 mm. Si nutrono di micro-muffe che possono proliferare in ambienti con un elevato tasso di umidità relativa ambientale (60-80%). In natura, ad esempio, si ritrovano nei nidi di vari animali (uccelli, roditori, mammiferi e marsupiali). Mentre in ambienti antropici si ritrovano facilmente su prodotti e sottoprodotti del grano, ad esempio su prodotti dolciari. Ma non solo, anche su formaggi, prosciutti, stoccafissi, frutta secca, legumi, erbe medicinali e semi di diverse piante (barbabietola, lino).

Nelle abitazioni di solito si ritrova nelle zone umide della casa. Ad esempio a ridosso di pareti ammuffite, nelle intercapedini e negli angoli dei bagni e della cucina, ecc. In tutti e tre i casi, se l’uomo entra in contatto con essi, può essere soggetto a dermatiti.

La presenza di Glycyphagus all’interno di una abitazione si associa, quasi sempre, a disfunzioni strutturali della casa. Come pareti non ben coibentate o colonne in cemento armato non bene isolate. Ma non solo, doppie finestre o finestre in alluminio. Queste, infatti, associate a vernici parietali non ben traspiranti, aumentano il tasso di umidità interna favorendo la formazione di muffe. Ma anche disfunzioni del sistema di riscaldamento, perdite da tubi dell’acqua possono aumentare l’umidità interna. Tutto ciò che determina l’aumento dell’umidità e la formazione di muffe, permette la crescita di Glycyphagus, esponendoci a dermatiti.

Più precisamente, le responsabili delle dermatiti provocate da acari glicifagidi sono le setole pluri-ramificate di cui il corpo è rivestito. Queste associate alle esuvie e alle feci prodotte hanno un forte potere allergizzante. Possono perciò irritare la cute dell’uomo e provocare dermatiti pruriginose.

Falsa Scabbia

In Italia questi acari causano la così detta “scabbia dei droghieri”. G. domesticus, L. destructor (famiglia Glycyphagydae) e Acarus siro (famiglia Acaridae), sono i principali agenti di quella che, più appropriatamente, è chiamata “falsa scabbia”. Quest’ultima è una patologia cutanea che simula la scabbia banale. L’acaro è anche detto “acaro del prurito” od anche “acaro delle stoffe”. Ciò si deve sia alla sua capacità di generare prurito sia alla sua predilezione per i tessuti. Su di questi si localizza preferenzialmente a livello delle cuciture.

Gli acari delle muffe sviluppano in ambienti con elevati livelli di umidità (60-80%) dove si trovano derrate alimentari o loro residui ammuffiti. Se vuoi saperne di più sugli acari delle muffe ti consiglio di vedere questo video o leggerti questo articolo.

Testix può essere effettuato per diagnosticare l’agente eziologico di dermatiti causate da questo tipo di artropode. La sua esecuzione è fondamentale per poter intervenire con azioni mirate e diminuire numericamente la popolazione di acari in attiva riproduzione. Ciò comporta la diminuzione della carica allergenica prodotta dalla presenza di questo acaro e l’attenuazione dei fenomeni allergici in soggetti sensibilizzati.

In ambienti abitati da soggetti sensibilizzati a questo tipo di acari è utile, perciò, verificare periodicamente lo stato della popolazione. Al contrario di altri esami di tipo quantitativo presenti in commercio, Testix permette di eseguire anche un’indagine di tipo qualitativo. Identificare con certezza la specie di acaro presente in un ambiente e stabilire se la popolazione è in attiva fase riproduttiva.

Acari dei prosciutti e dei formaggi

Gli acari dei prosciutti e dei formaggi appartengono invece al genere Acarus e Tyrophagus. In questo caso, le dermatiti derivano da una reazione allergica ai frammenti corporei e alle feci di questi acari. Le dermatiti causate da questi acari sono però piuttosto rare. Esse derivano spesso da una loro eccessiva proliferazione ambientale. A volte può essere avvertito un fastidioso formicolio. Le problematiche derivate da questi acari sono spesso avvertite da operatori specializzati che lavorano a stretto contatto con derrate alimentari infestate. Ad esempio, mangimi, prosciutti, formaggi, farine, granaglie e così via.

La presenza di Acarus e Tyrophagus si rileva nelle abitazioni quando introduciamo prodotti alimentari stagionati. Oppure se abbiamo dei pacchi di farina dimenticati in dispensa o in garage. Ma non solo! Quando dei farinacei sono caduti a terra e non sia stato ripulito per mesi. Quando non sia stato raccolto il mangime per volatili o per roditori caduto in terra e si è accumulato vicino alle gabbie. Testix svela la presenza di questi acari nell’ambiente. Consente inoltre di attribuirgli la responsabilità nell’insorgenza di taluni disturbi dermatologici o respiratori che il paziente lamenta da qualche tempo.

Nel caso di Acarus è importante sapere se l’acaro sta assumendo la sua forma di resistenza detta deutoninfa ipopiale. Perché? È semplice, se così fosse, sarebbe resistente ai trattamenti eseguiti durante l’intervento di disinfestazione. Testix, individuando esattamente lo stato evolutivo della popolazione di questi acari, ci suggerisce quando è il momento giusto per intervenire.

Inoltre, in presenza di formicolio cutaneo e origine sconosciuta, Testix ci permette di sapere quali sono gli acari presenti. Di rilevare l’entità e lo stato della popolazione (stima numerica e percentuale degli stadi vitali, non vitali, in riproduzione). Ci consente inoltre di capire quindi se questi siano gli effettivi responsabili dei fenomeni di formicolio.

Acari della polvere

formiche del legno testimonial

Femmina di Dermatophagoides sp. al microscopio ottico.

Gli acari del genere Dermatophagoides sono i cosiddetti acari della polvere che di solito vivono sulla superficie di materassi, cuscini e piumoni. Non è raro ritrovarli anche sul pavimento, nella moquette, nei tappeti. Qui si nutrono di microscopiche muffe che sviluppano sugli alimenti e sulle squame cutanee che si distaccano naturalmente dalla nostra pelle quando dormiamo.

Questi acari raramente causano dermatiti, ma sono per lo più responsabili di allergie. In particolar modo l’allergia si sviluppa  attraverso l’inalazione delle loro feci e, in misura minore, delle loro esuvie. Sono proprio le masse fecali più piccole, quelle cioè prodotte dalle larve e dalle protoninfe, ad avere maggior potere allergenico.

A determinare la patologia allergica non è necessariamente la quantità di acari presenti in un ambiente. Piuttosto il quantitativo di stadi immaturi, in particolare il quantitativo di larve e protoninfe.

I soggetti sensibilizzati a questo acaro (allergici) possono manifestare sintomi allergici a carico delle prime vie respiratorie e delle mucose oculo-congiuntivali. Queste possono esitare in riniti, oculo-congiuntiviti, fino all’asma bronchiale.

Persone sensibilizzate agli acari della polvere, dovrebbero far analizzare l’ambiente in cui vivono. Ciò è importante per conoscere il numero degli stadi immaturi (ninfe e larve), piuttosto che il numero di acari presenti. Grazie a Testix, possiamo capire se è necessario agire con dei trattamenti mirati. Solo così potremmo diminuire la carica di acari. Ma non solo! Sapremo esattamente e in quale ambiente della casa sarà necessario farli.

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