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Se hai l’acaro della scabbia o sospetti di averlo non puoi non leggere questo articolo. Molte persone in questo periodo stanno chiamando il nostro numero verde nazionale (800 92 61 62), chiedendo informazioni su questa malattia. Nelle prossime righe scoprirai tutto quello che si deve sapere sull’acaro scabbia e sulla malattia che provoca nell’uomo. 

In questo articolo ho deciso di raccogliere tutte le informazioni che ti potranno essere di estremo aiuto nella lotta contro questo acaro. Tra tutte le domande che giornalmente ci pongono i nostri clienti le 5 più ricorrenti sono: cos’è la scabbia? Come avviene il contagio? Quali sono i sintomi? Come faccio a sapere con certezza se ho questa malattia? Cosa devo fare se ho la scabbia?

Risponderò punto per punto a queste domande. Se preferisci puoi anche vedere il video dedicato in cui parliamo di questo problema QUI.

Iniziamo.

COS’È LA SCABBIA?

La scabbia è una malattia contagiosa della cute umana causata da un  acaro chiamato Sarcoptes scabiei che si nutre scavando gallerie nell’epidermide dell’uomo e di altri mammiferi.

acaro della scabbia

Fig. 1: disegno dell’acaro della scabbia.

Pensa che su questa malattia appaiono testimonianze anche nella Bibbia.  E’ stata la prima malattia dell’uomo in cui è stata accertata la causa. Nel 1687 infatti è stato scoperto che era un acaro a causare la malattia. L’acaro fu chiamato allora Acarus scabiei. Nel 1800 poi l’acaro è stato ridenominato con il nome che conserva ancora ai nostri giorni: Sarcoptes scabiei.

Il ciclo vitale di questo acaro prevede l’alternarsi dello stadio di uovo, larva, più stadi ninfali. Alla fine abbiamo lo stadio adulto e sessualmente maturo. La durata complessiva del ciclo vitale è molto variabile: da 9 a 21 giorni. La femmina normalmente produce 40-50 uova durante la sua vita che dura circa 30-40 gg.

 
COME AVVIENE IL CONTAGIO?

Il contagio avviene quando un acaro riesce a raggiungere un ospite e a penetrare nella sua cute. Questo può avvenire in modo diretto, cioè attraverso un contatto stretto e intimo con un ospite infetto. Oppure, in modo indiretto, attraverso il contatto con oggetti contaminati dall’acaro: i cosiddetti fomiti. Ad esempio, il contatto diretto con la biancheria e il letto, oppure un divano, in cui ha riposato un soggetto scabbioso.

È stato accertato che l’acaro risponde a stimoli di natura odorosa (l’odore della cute dell’ospite) e termica. A differenza di quanto avviene per altri parassiti dell’uomo l’anidride carbonica non sembra essere uno stimolo rilevante. La capacità di rispondere a questi stimoli diminuisce in funzione della distanza. Sembra che l’acaro sia in grado di percepire il proprio ospite entro un range di circa 10-15 cm.

La penetrazione dell’acaro sulla cute umana richiede pochi minuti: dai 10 ai 30 minuti circa, secondo alcuni studi scientifici.

La capacità dell’acaro della scabbia di sopravvivere al di fuori dell’ospite è un fattore decisivo durante il contagio. È stato accertato che la sopravvivenza di Sarcoptes al di fuori dell’ospite dipende fondamentalmente da due fattori: umidità e temperatura ambientale. Questi acari non riescono ad idratarsi correttamente al di fuori dell’ospite. Elevate temperature e condizioni di ridotta umidità ambientale sono così sfavorevoli alla loro sopravvivenza.

In altre parole la sopravvivenza aumenta in condizioni di elevata umidità e basse temperature.

In particolare le femmine di Sarcoptes scabiei possono sopravvivere  1 settimana o più se mantenute a 15 °C e con un’umidità relativa superiore al 75%. A una temperatura più calda di 25°C, le femmine sopravvivono 1-2 giorni a tutti i livelli di umidità ambientale.

 
QUALI SONO I SINTOMI DELLA SCABBIA?
lesioni da scabbia

Fig. 2: Tipiche lesioni scabbiose.

La scabbia si manifesta attraverso la comparsa di vari tipi lesioni cutanee che i medici definiscono con il termine di papule, pustole, noduli (Fig. 2) e occasionalmente orticaria papulosa. In altre parole, con la comparsa di piccole bollicine cutanee. Soprattutto nei giovani è possibile vedere le gallerie che l’acaro scava negli strati superficiali della cute. Esse appaiono come linee tortuose, leggermente sopraelevate, di colore rosa o girigiastro, della lunghezza di pochi millimetri.

Nell’adulto le lesioni compaiono nelle aree del corpo dove la cute è più sottile: polsi, dita, piega del gomito, ascelle, areole, intorno all’ombelico, basso ventre, genitali e glutei (Fig. 3).

La posizione delle lesioni nei bambini in fasce e nei bambini in giovane età differisce da quella degli adulti: comunemente si localizzano sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

localizzazione lesioni scabbia

Fig. 3: Localizzazione più probabile delle lesioni da acaro della scabbia.

La maggior parte dei soggetti infetti manifesta un prurito intenso.

 
La scabbia crostosa o norvegese

I soggetti immunodepressi sono colpiti da una forma di scabbia assai più grave: la cosiddetta scabbia crostosa o norvegese. Questa forma di scabbia è caratterizzata dalla comparsa di lesioni nodulari, solitamente nelle aree genitali, e lesioni squamo-crostose diffuse. Nelle persone affette dalla scabbia norvegese il numero di acari nella cute può essere veramente molto elevato (centinaia di migliaia di acari). Pensa che nelle persone affette dalla forma classica di scabbia il numero di acari è decisamente molto basso (10-15 acari).

 

COME FACCIO A SAPERE SE HO L’ACARO DELLA SCABBIA?

La diagnosi di scabbia si basa comunemente sull’anamnesi del paziente, cioè su quello che il paziente racconta al proprio medico, e sul cosiddetto esame fisico del paziente, attraverso 3 modi fondamentali:

1 – Esame fisico

Il dermatologo riesce a mettere in evidenza ad un esame clinico le gallerie che scava l’acaro nell’epidermide: i cosiddetti cunicoli (Fig. 4), che sono il sintomo patognomico (cioè inequivocabile) di scabbia. Questi segni tuttavia non sempre sono visibili e in questi casi la diagnosi è impossibile.

cunicolo scabbia

Fig. 4: Tipico cunicolo dell’acaro della scabbia sulla pelle dell’uomo.

 
2 – Scarificazione cutanea

Per scarificazione cutanea delle lesioni tramite un lama di un bisturi ed esame microscopico dello scarificato alla ricerca degli acari-uova-pellet fecali. In pazienti affetti dalla forma crostosa o norvegese di scabbia questo tipo di diagnosi è piuttosto agevole. Questo a causa dell’enorme quantità di acari (centinaia di migliaia) presenti sulla cute. Tuttavia questo tipo di esame è assai fastidioso e invasivo.

3 – Testix

Il nostro laboratorio fornisce un ulteriore metodo di diagnosi. Senza la necessità che il paziente si sottoponga al fastidioso e invasivo metodo della scarificazione cutanea. Attraverso un esame microscopico delle polveri ambientali (Testix) è possibile rilevare le tracce di questo acaro. Il soggetto scabbioso perde infatti in continuazione squame cutanee contaminate dall’acaro. Nelle squame possono essere presenti esemplari vivi o morti, uova o pellet fecali. Queste tracce si accumulano nell’ambiente e possono essere identificate nei nostri laboratori.

 

COSA DEVO FARE SE HO LA SCABBIA?

Una volta accertata che la causa delle tue lesioni è l’acaro della scabbia il tuo medico o dermatologo saprà consigliarti nel migliore dei modi. Ti prescriverà delle terapie topiche a base di creme contenenti delle piccole quantità di permetrina o altre molecole ad azione acaricida.

Un soggetto infestato elimina continuamente squame cutanee contenenti acari e uova ancora vitali. Queste contaminano così gli oggetti con cui entrano in contatto diretto. Quindi in un ambiente abitato da un soggetto scabbioso è possibile avere e acari uova vitali sulla biancheria intima e lenzuola, abiti, tappeti e mobili. Questi acari possono trasferirsi nuovamente sull’ospite stesso o su un nuovo ospite.

Secondo vari studi scientifici le femmine adulte di Sarcoptes rimangono vitali e infettanti per circa 48 ore, a temperatura ambiente. In climi secchi (<50% RH) gli acari probabilmente sopravvivono e rimangono infettanti per meno di 36 ore.

Quindi durante la terapia avviene una continua contaminazione dell’ambiente. Contaminazione che deve essere limitata al massimo.

Il corretto trattamento della scabbia richiede quindi, oltre alla terapia, anche la continua pulizia e disinfezione dell’ambiente abitato da un soggetto infetto.

Gli indumenti e le lenzuola possono essere accuratamente lavati o asciugati tramite un ciclo di asciugatura a caldo (ciclo a caldo). I tappeti e i mobili devono essere aspirati. Altri oggetti di minore dimensione possono essere inseriti in congelatore. Non sono ancora stati effettuati studi accurati sulle temperature che raggiungono i nostri congelatori domestici. Per questo è opportuno mantenere gli oggetti nei congelatori per almeno 3 giorni.

E’ possibile effettuare Testix per verificare l’eventuale presenza di aree dell’abitazione particolarmente contaminate dall’acaro. Aree, quindi, che necessitano di un trattamento accurato. Questo al fine di ridurre al minimo i rischi di reinfestazione.

I trattamenti ambientali possono essere effettuati con macchine a vapore saturo secco o azoto liquido. In questo video puoi vedere all’opera i nostri tecnici in alcuni dei trattamenti ambientali a base di azoto liquido che proponiamo nei nostri protocolli.

Se sospetti di avere l’acaro della scabbia o ti hanno detto che hai la scabbia puoi contattarci al nostro numero verde nazionale.

numero verde

Oppure puoi scriverci alla seguente mail:  info@glispecialistidelladisinfestazione.com

A presto!

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