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Acari in casa: quali specie esistono, come riconoscerle e come eliminarle

Quando si parla di acari in casa, il pensiero va quasi sempre agli acari della polvere. In realtà, il termine “acaro” comprende un gruppo molto più ampio di organismi, con caratteristiche, habitat e comportamenti molto diversi tra loro.

In un’abitazione possiamo trovare acari della polvere, acari associati agli insetti del legno, acari provenienti dai nidi degli uccelli, acari dei roditori, acari delle derrate alimentari e acari associati alle piante.

Non tutti, però, provocano gli stessi problemi.

Alcuni non pungono affatto, altri possono pungere accidentalmente l’uomo, mentre alcune specie non pungono ma possono contribuire a fenomeni allergici attraverso sostanze presenti nell’ambiente.

Anche la loro origine può essere molto diversa. Nel caso di alcuni acari del genere Pyemotes, per esempio, la sorgente può trovarsi all’interno di una trave, di un parquet o di un mobile infestato da insetti xilofagi. Nel caso degli acari degli uccelli, invece, il problema può iniziare da un nido presente sul tetto, sul balcone, nel cassonetto di una tapparella o in un’intercapedine.

Per questo motivo, prima di chiedersi “come eliminare gli acari in casa?”, è necessario rispondere a due domande fondamentali:

Quale acaro è presente? E da dove arriva?

La difficoltà è che molti acari misurano poche frazioni di millimetro e non possono essere identificati correttamente a occhio nudo. Anche le lesioni cutanee, da sole, raramente permettono di stabilire quale artropode ne sia responsabile.

È qui che entra in gioco la diagnosi entomologica: identificare l’organismo e ricostruirne l’origine prima di decidere se e come intervenire.

Quali acari si possono trovare in casa?

Non esiste un unico “acaro di casa”. Le abitazioni possono rappresentare piccoli ecosistemi nei quali vivono o entrano organismi con biologia, alimentazione e comportamento completamente differenti.

È inoltre importante distinguere gli acari normalmente associati agli ambienti domestici da quelli che vi arrivano soltanto in determinate circostanze.

Acari della polvere: Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae

Gli acari della polvere sono probabilmente gli acari domestici più conosciuti.

Tra le specie di maggiore interesse troviamo Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae.

Sono organismi microscopici che trovano condizioni favorevoli soprattutto negli ambienti in cui temperatura e umidità consentono il loro sviluppo.

Materassi, cuscini, divani, tappeti, moquette e altri materiali tessili possono offrire microambienti adatti alla loro presenza.

C’è però un equivoco molto diffuso che è importante chiarire:

gli acari della polvere non pungono e non si nutrono di sangue.

Se sulla pelle compaiono papule che sembrano vere e proprie punture, quindi, attribuirle automaticamente agli acari della polvere è scorretto.

Il problema degli acari della polvere è di natura diversa.

Feci, frammenti corporei e altre particelle prodotte dagli acari possono contenere allergeni. Quando queste sostanze si disperdono nella polvere e vengono inalate, possono contribuire a reazioni allergiche nelle persone sensibilizzate, tra cui rinite allergica, congiuntivite e asma.

In altre parole:

gli acari della polvere possono creare problemi senza pungere.

Sul blog de Gli Specialisti della Disinfestazione puoi approfondire anche il rapporto tra acari ambientali, allergie e dermatiti.

Questo aspetto è particolarmente importante perché attribuire automaticamente una lesione cutanea agli acari della polvere può portare a cercare una soluzione per il problema sbagliato.

Acari dei tarli: Pyemotes tritici e Pyemotes ventricosus

Quello comunemente conosciuto come “acaro dei tarli” è un ottimo esempio di quanto l’identificazione degli acari possa essere più complessa di quanto sembri.

In Italia viene ancora frequentemente indicato con il nome Pyemotes ventricosus. Dal punto di vista scientifico, tuttavia, la questione è più articolata e non è corretto utilizzare automaticamente questo nome per qualsiasi acaro del genere Pyemotes associato a insetti xilofagi e a episodi di dermatite.

La tassonomia e l’importanza medica di questi acari sono state approfondite nella monografia scientifica “Human ectoparasitosis by mites of the genus Pyemotes Amerling 1861 (Acarina: Pyemotidae)”, pubblicata nel 2023 sull’Italian Journal of Dermatology and Venereology.

Tra i coautori della monografia figura il dott. Paolo Masini, direttore del laboratorio diagnostico Entolab de Gli Specialisti della Disinfestazione, che ha partecipato alla revisione della letteratura scientifica sulle ectoparassitosi umane provocate dagli acari del genere Pyemotes.

La monografia distingue all’interno del genere diverse specie appartenenti al gruppo scolyti e al gruppo ventricosus. Quest’ultimo comprende, tra le specie di interesse medico, sia Pyemotes tritici sia Pyemotes ventricosus.

Le due specie, quindi, non sono semplicemente due nomi dello stesso acaro.

Allo stesso tempo, gli studi biosistematici hanno portato a riconsiderare diverse identificazioni storicamente attribuite a P. ventricosus: molti riferimenti allo “straw itch mite” sono oggi ricondotti a Pyemotes tritici.

Per questo parlare genericamente di P. ventricosus come sinonimo dell’“acaro dei tarli” rischia di essere scientificamente impreciso.

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Perché Pyemotes tritici è associato ai tarli?

Pyemotes tritici non è un parassita specifico dell’uomo. È un ectoparassitoide di insetti, cioè un minuscolo acaro che attacca altri artropodi e si sviluppa a loro spese.

Il suo spettro di ospiti comprende diversi insetti e può includere anche specie associate al legno o alle derrate alimentari.

Questo permette di comprendere il particolare rapporto tra tarlo, acaro e uomo.

Immaginiamo una trave, un parquet o un mobile infestato da insetti xilofagi. Le larve vivono nascoste nel materiale e possono rappresentare potenziali ospiti per Pyemotes.

Quando gli acari sono presenti e la loro popolazione aumenta, alcuni individui possono disperdersi dal substrato infestato e raggiungere gli ambienti circostanti.

A questo punto possono entrare accidentalmente in contatto con le persone.

L’uomo non è il loro ospite naturale, ma può essere punto accidentalmente.

Gli acari patogeni del genere Pyemotes possono provocare dermatiti caratterizzate da lesioni intensamente pruriginose. L’aspetto delle lesioni, tuttavia, non è sufficiente da solo per identificare l’acaro responsabile.

La conseguenza pratica è fondamentale: se Pyemotes è presente perché esiste un’infestazione di insetti all’interno del legno, trattare soltanto gli acari dispersi nella stanza significa intervenire sull’effetto senza necessariamente eliminare la causa.

Bisogna individuare il manufatto infestato e l’insetto che sostiene la popolazione dell’acaro.

Per approfondire il rapporto tra acari e insetti xilofagi puoi leggere anche l’articolo dedicato a Pyemotes e al cosiddetto acaro dei tarli.

Va però tenuta presente la precisazione tassonomica appena descritta: la denominazione P. ventricosus, molto diffusa anche nella divulgazione, non deve essere applicata automaticamente a P. tritici.

Il genere Pyemotes, e in particolare P. tritici, è stato inoltre oggetto di specifiche ricerche scientifiche alle quali ha partecipato il dott. Paolo Masini.

Oltre a essere coautore della monografia del 2023 sulle ectoparassitosi umane provocate da questi acari, Masini ha pubblicato studi scientifici dedicati anche alla biologia e al comportamento di Pyemotes tritici.

Acari degli uccelli

Un’altra situazione completamente diversa riguarda gli acari associati agli uccelli.

Uno dei più conosciuti è Dermanyssus gallinae, ectoparassita ematofago dei volatili particolarmente importante in ambito avicolo, ma che può essere rinvenuto anche negli edifici.

Piccioni, passeri e altri uccelli possono costruire i propri nidi su tetti e sottotetti, cornicioni, balconi, cassonetti delle tapparelle e intercapedini.

Finché gli uccelli occupano il nido, gli acari dispongono del loro ospite naturale. Quando i giovani involano o il nido viene abbandonato, però, gli acari possono disperdersi e raggiungere gli ambienti interni.

In queste circostanze alcune specie possono pungere anche l’uomo.

Se sospetti che il problema possa provenire da un nido, puoi approfondire nell’articolo dedicato agli acari degli uccelli e alle infestazioni nelle abitazioni.

Un caso particolarmente interessante riguarda Ornithonyssus bursa, acaro aviario diffuso prevalentemente nelle regioni tropicali e subtropicali.

La sua presenza è stata documentata anche in Italia attraverso un caso di infestazione domestica in Sardegna studiato dal dott. Paolo Masini e pubblicato nella letteratura scientifica.

È importante però interpretare correttamente questo dato: Ornithonyssus bursa non è uno dei comuni acari domestici italiani. La segnalazione è interessante proprio perché riguarda una specie prevalentemente tropicale rinvenuta nel nostro Paese.

Il caso degli acari aviari dimostra ancora una volta quanto sia importante individuare la sorgente.

Se gli acari provengono da un nido, trattare esclusivamente la stanza senza verificare cosa accade all’esterno significa intervenire sull’effetto e non sulla causa.

Acari dei roditori: Ornithonyssus bacoti

Un altro acaro che può comparire negli ambienti domestici è Ornithonyssus bacoti, conosciuto come acaro tropicale del ratto.

A differenza degli acari aviari, questa specie è associata principalmente ai roditori, in particolare ratti e altri piccoli mammiferi, dei quali si nutre di sangue.

Il problema per l’uomo può comparire quando i roditori che ospitano gli acari muoiono, vengono allontanati o abbandonano il proprio rifugio.

Rimasti senza il loro ospite abituale, gli acari possono disperdersi nell’edificio ed entrare in appartamenti, uffici, magazzini o altri locali, dove possono pungere accidentalmente le persone e provocare dermatiti pruriginose.

La presenza di O. bacoti può quindi essere un segnale di un problema che si trova altrove nell’edificio: intercapedini, controsoffitti, cantine o altri spazi frequentati dai roditori.

Anche in questo caso, eliminare soltanto gli acari senza individuare la sorgente può non essere sufficiente.

Se viene identificato Ornithonyssus bacoti, è quindi importante verificare anche la possibile presenza, attuale o recente, di roditori e dei loro siti di nidificazione o rifugio.

Acari delle derrate alimentari e dei prodotti conservati

Gli acari possono comparire anche nelle dispense.

Farine, cereali, formaggi, mangimi e altri prodotti conservati possono ospitare i cosiddetti acari delle derrate, appartenenti, a seconda del substrato e delle condizioni ambientali, a generi come Acarus, Tyrophagus e Lepidoglyphus.

La loro proliferazione è favorita dalla disponibilità di alimento e da condizioni ambientali adeguate, in particolare da un’umidità elevata.

Se il problema nasce nella dispensa, quindi, la prima domanda non dovrebbe essere:

“Quale acaricida utilizzo?”

La domanda corretta è:

“Qual è il prodotto infestato?”

Bisogna individuare ed eliminare le derrate contaminate, controllare gli altri prodotti conservati e pulire accuratamente l’area interessata.

Il principio vale anche per molti insetti associati agli alimenti conservati. Nel blog trovi una guida specifica sugli insetti della farina e degli alimenti, utile per distinguere un’infestazione da acari da quella provocata da coleotteri o lepidotteri delle derrate.

Acari delle piante da appartamento

Anche le piante possono ospitare acari, ma siamo davanti a un problema completamente diverso rispetto agli acari della polvere o agli acari associati ai tarli.

Tra i più conosciuti troviamo diversi acari fitofagi, come alcune specie appartenenti alla famiglia Tetranychidae.

Questi organismi si alimentano sui tessuti vegetali e possono provocare decolorazioni, ingiallimenti, perdita di vigore della pianta e, in alcune specie, la comparsa di sottili tele sulla vegetazione.

Un caso particolare è rappresentato da Tydeus molestus, un piccolo acaro della famiglia Tydeidae associato alla vegetazione, segnalato soprattutto su conifere come pini e cipressi e capace di entrare occasionalmente negli edifici.

A differenza dei comuni acari fitofagi, T. molestus è stato descritto in letteratura anche come responsabile di episodi di prurito e dermatite nell’uomo.

La presenza di piante all’interno dell’abitazione o di vegetazione molto vicina a finestre e balconi può quindi, in particolari circostanze, favorire l’ingresso di questi minuscoli acari.

Anche in questo caso, però, trovare acari su una pianta non significa automaticamente che siano loro la causa di eventuali lesioni cutanee.

Per stabilire un collegamento è necessario identificare correttamente l’organismo presente nell’ambiente.

Quali acari pungono l’uomo e quali provocano allergie?

Uno degli errori più frequenti quando si parla di acari in casa consiste nel considerare tutti gli acari come organismi che pungono.

Non è così.

Gli acari della polvere pungono?

No. Gli acari della polvere non pungono l’uomo.

Il loro principale interesse dal punto di vista domestico è legato agli allergeni presenti nelle loro particelle corporee e nelle deiezioni.

Per questo motivo, un quadro caratterizzato soprattutto da problemi allergici non dovrebbe essere automaticamente interpretato come un’infestazione da acari che pungono.

Pyemotes e dermatiti

Pyemotes tritici e altri Pyemotes di interesse medico possono provocare dermatiti attraverso punture accidentali.

In questo caso, tuttavia, la presenza dell’acaro è spesso collegata a una sorgente ambientale precisa, come un substrato infestato da insetti ospiti.

Acari aviari e acari dei roditori

Gli acari aviari e degli animali sinantropici possono essere ematofagi.

Quando vengono a mancare i loro ospiti naturali, alcune specie possono disperdersi negli edifici e pungere accidentalmente le persone.

Per questo, in presenza di sospette punture di acari, è importante verificare anche la presenza di:

  • nidi di uccelli;
  • roditori;
  • rifugi di animali;
  • intercapedini;
  • punti di accesso dall’esterno.

Gli acari delle derrate possono creare problemi?

Gli acari delle derrate sono principalmente associati ai prodotti alimentari conservati.

La loro presenza deve quindi essere ricercata soprattutto nella dispensa, nei magazzini e nei prodotti conservati.

Come capire quale acaro hai in casa

Questa è probabilmente la parte più importante dell’intera guida.

Non si identifica un acaro guardando soltanto una lesione sulla pelle.

Papule, arrossamenti e prurito possono avere numerose cause.

Cimici dei letti, pulci, Pyemotes, acari aviari e condizioni dermatologiche non provocate da artropodi possono produrre manifestazioni apparentemente simili.

Proprio per questo nel blog abbiamo approfondito il problema nell’articolo Dermatiti: scopri chi è il responsabile.

Quali indizi cercare nell’ambiente?

Il contesto ambientale può fornire indizi molto utili.

Mobili, parquet o travi con fori e rosume?
Può essere opportuno verificare la presenza di insetti xilofagi e degli eventuali organismi associati.

C’è o c’era un nido di uccelli sul tetto, sul balcone o vicino alle finestre?
Gli acari aviari diventano un’ipotesi da approfondire.

Il problema sembra partire dalla dispensa?
Bisogna controllare farine, cereali, mangimi e altre derrate.

Non ci sono vere punture, ma soprattutto problemi allergici?
Gli acari della polvere rappresentano uno scenario completamente diverso.

Questi elementi aiutano a orientare l’indagine, ma non sostituiscono l’identificazione dell’organismo.

La sequenza corretta è:

osservare → campionare → identificare → individuare la sorgente → decidere se e come intervenire.

Non il contrario.

Punture di acari, allergie e dermatiti: come distinguere i diversi scenari

Uno degli errori più frequenti consiste nell’attribuire genericamente agli “acari” qualsiasi prurito comparso in casa.

In realtà:

  • gli acari della polvere non pungono, ma possono provocare reazioni allergiche nelle persone sensibilizzate;
  • Pyemotes tritici e altri Pyemotes di interesse medico possono provocare dermatiti attraverso punture accidentali;
  • gli acari aviari e dei roditori sono ematofagi e alcune specie possono pungere l’uomo quando si disperdono dai loro ospiti naturali;
  • gli acari delle derrate sono associati ai prodotti conservati e alcune specie possono avere rilevanza allergologica o dermatologica;
  • gli acari fitofagi interessano principalmente le piante e non rappresentano normalmente la spiegazione di una dermatite domestica.

La monografia scientifica del 2023 sulle ectoparassitosi da Pyemotes, di cui il dott. Paolo Masini è coautore, sottolinea l’importanza della diagnosi parassitologica e dell’individuazione della sorgente ambientale.

Bisogna però mantenere distinti due livelli diagnostici:

il medico o il dermatologo valuta le lesioni cutanee; l’entomologo cerca e identifica l’eventuale artropode presente nell’ambiente.

Le due indagini possono essere complementari, ma una non sostituisce l’altra.

Come identificare gli acari: il campionamento ambientale

Come si cerca un organismo lungo poche frazioni di millimetro quando non sappiamo neppure esattamente dove si trova?

In questi casi può essere utile effettuare un campionamento ambientale.

Il sistema Testix

Testix è il sistema utilizzato da Gli Specialisti della Disinfestazione per raccogliere materiale presente sulle superfici e sottoporlo all’analisi entomologica.

Il sito dedica a Testix anche una sezione specifica del blog, nella quale sono raccolti casi e approfondimenti sul suo utilizzo.

L’obiettivo non è diagnosticare una dermatite attraverso un campione ambientale.

La domanda è un’altra:

“Nell’ambiente è presente un artropode che possiamo identificare?”

Il campionamento può essere utile quando:

  • compaiono lesioni pruriginose ma non viene trovato l’eventuale infestante;
  • si sospettano acari associati a insetti xilofagi;
  • sono presenti nidi di uccelli nelle vicinanze;
  • vengono osservati organismi troppo piccoli per essere riconosciuti a occhio nudo.

Quando nel campione viene rinvenuto un artropode, la sua identificazione può restringere il campo delle ipotesi e soprattutto indirizzare la ricerca verso la reale sorgente dell’infestazione.

Questo permette di evitare uno degli errori più frequenti:

effettuare ripetuti trattamenti contro un organismo che non è mai stato realmente identificato.

Come eliminare gli acari in casa: dipende dalla specie

Non tutti gli acari richiedono una disinfestazione e soprattutto non esiste un unico trattamento “antiacaro” valido per ogni situazione.

La strategia deve dipendere dall’organismo identificato e dalla sua sorgente.

Se si tratta di acari della polvere

Con gli acari della polvere l’obiettivo è principalmente ridurre l’esposizione agli allergeni e gestire le condizioni ambientali favorevoli alla loro presenza.

Se si tratta di acari delle derrate

Bisogna individuare ed eliminare la matrice alimentare infestata, controllando anche gli altri prodotti conservati e pulendo accuratamente l’area.

Se si tratta di acari degli uccelli

Occorre ricercare i nidi e le vie attraverso le quali gli acari stanno raggiungendo l’abitazione.

Se si tratta di acari dei roditori

È necessario verificare la possibile presenza, attuale o recente, di roditori e dei loro siti di rifugio o nidificazione.

Se si tratta di Pyemotes

Bisogna considerare anche la presenza degli insetti che fungono da ospiti.

Quando l’acaro è associato a insetti xilofagi, può essere necessario intervenire sulla vera infestazione primaria presente nel legno, anziché limitarsi a un trattamento generico degli ambienti.

Gli Specialisti della Disinfestazione dispongono infatti anche di un servizio specifico per la disinfestazione degli acari dei tarli.

Perché è importante eliminare la sorgente dell’infestazione

Uno dei concetti più importanti quando si affronta un problema di acari in casa è distinguere tra organismo presente nell’ambiente e causa che ne permette la presenza.

Un acaro può essere soltanto il segnale di un problema che si trova altrove.

Per esempio:

  • Pyemotes può essere associato a insetti presenti nel legno;
  • gli acari aviari possono provenire da un nido;
  • gli acari dei roditori possono essere collegati alla presenza di roditori;
  • gli acari delle derrate possono svilupparsi all’interno di un alimento conservato;
  • alcuni acari possono entrare dall’esterno attraverso la vegetazione.

Per questo motivo, eliminare soltanto gli acari presenti nella stanza può non essere sufficiente.

La strategia corretta segue quindi un ordine preciso:

identificare l’organismo → individuare la sorgente → ricercare l’eventuale ospite → eliminare o trattare la causa primaria → intervenire in modo mirato → monitorare il risultato.

È meno immediato che utilizzare semplicemente un acaricida, ma è più coerente con la biologia degli organismi che si vogliono controllare.

Quando rivolgersi a un professionista

È opportuno valutare un intervento professionale quando:

  • gli organismi non sono identificabili a occhio nudo;
  • le lesioni o il problema persistono nonostante i tentativi effettuati;
  • si sospetta la presenza di Pyemotes;
  • sono presenti travi, mobili o altri elementi in legno potenzialmente infestati;
  • sono presenti o sono stati recentemente abbandonati nidi di uccelli;
  • si sospetta la presenza di roditori;
  • il problema sembra partire da una dispensa o da prodotti alimentari;
  • non è possibile individuare la sorgente dell’infestazione.

In questi casi, l’identificazione dovrebbe venire prima del trattamento.

FAQ sugli acari in casa

Gli acari in casa pungono?

Non tutti.

Gli acari della polvere non pungono. Alcuni Pyemotes, invece, possono provocare dermatiti attraverso punture accidentali. Anche alcune specie di acari aviari e dei roditori possono pungere l’uomo quando vengono a mancare i loro ospiti naturali.

Come faccio a sapere se ho gli acari in casa?

La presenza di prurito o lesioni cutanee non è sufficiente per identificare un acaro.

Bisogna valutare il contesto ambientale, cercare eventuali sorgenti e, quando necessario, effettuare un campionamento per identificare l’organismo.

Gli acari della polvere pungono?

No.

Gli acari della polvere non sono acari ematofagi e non pungono l’uomo. Il loro interesse sanitario è principalmente legato agli allergeni presenti nelle loro particelle corporee e nelle deiezioni.

Cosa sono gli acari dei tarli?

Con il termine “acaro dei tarli” vengono comunemente indicati acari del genere Pyemotes associati a insetti xilofagi.

La tassonomia è però più complessa e non è corretto utilizzare automaticamente Pyemotes ventricosus come sinonimo di qualsiasi Pyemotes associato agli insetti del legno.

Tra le specie di interesse medico rientra Pyemotes tritici.

Come eliminare gli acari che pungono?

Prima di scegliere un trattamento è necessario identificare l’acaro e individuare la sua sorgente.

Un acaro proveniente da un nido di uccelli, per esempio, richiede una gestione diversa rispetto a un Pyemotes associato a insetti xilofagi.

Gli acari possono arrivare dai nidi degli uccelli?

Sì.

Alcuni acari aviari vivono normalmente associati agli uccelli e possono entrare negli edifici quando il nido viene abbandonato o quando vengono a mancare gli ospiti naturali.

In questi casi è fondamentale individuare la sorgente e le possibili vie di ingresso.

Conclusioni: prima di eliminare un acaro bisogna identificarlo

“Ho gli acari in casa: cosa devo usare?”

A questo punto dovrebbe essere chiaro perché questa non è ancora la domanda giusta.

Un Dermatophagoides che vive nella polvere, un Pyemotes tritici associato a insetti xilofagi e un acaro aviario proveniente da un nido appartengono tutti agli Acari, ma dal punto di vista della gestione dell’infestazione sono problemi completamente differenti.

Il caso di Pyemotes è particolarmente significativo anche per l’esperienza scientifica maturata all’interno de Gli Specialisti della Disinfestazione.

Il dott. Paolo Masini, direttore del laboratorio diagnostico Entolab, è coautore della monografia scientifica del 2023 dedicata alle ectoparassitosi umane provocate dagli acari del genere Pyemotes e ha inoltre partecipato a ricerche scientifiche sulla biologia e sul comportamento di Pyemotes tritici.

Ricerca scientifica ed esperienza diagnostica portano quindi allo stesso principio:

conoscere l’infestante è essenziale per capire dove cercarne la sorgente e come affrontarlo.

Se elimini gli acari presenti nella stanza ma lasci intatta la causa che ne permette la presenza o lo sviluppo, potresti non avere risolto il problema.

Per questo, quando l’organismo non è visibile o il quadro ambientale è complesso, l’identificazione dovrebbe venire prima del trattamento.

Se sospetti la presenza di acari, tarli o altri piccoli artropodi nella tua abitazione, puoi approfondire il problema nella sezione del blog dedicata agli acari oppure contattare Gli Specialisti della Disinfestazione per valutare il campionamento con Testix e, quando necessario, un intervento professionale.

Numero Verde Nazionale: 800 926162 

Una disinfestazione efficace non comincia scegliendo un prodotto. Comincia identificando correttamente il problema.

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